Mi capita sempre così.
Quando qualcosa mi chiama in causa in prima persona, quando l'esito di un'azione si conclude con una valutazione della mia persona, in genere negativa, inizio a pensare.
Inizio a riflettere su come mi vedono gli altri e su come ho creduto invece di essere visto fino a quel momento.
Mi estraneo dai contesti e dalle situazioni, divento l'ombra di me stesso. Non è uno stato che in genere mi fa stare male, ma fa preoccupare chi mi sta accanto.
In questi frangenti il mio solito umorismo, la mia incessante voglia di scherzare, vengono a mancare. Divento, forse, la persona che a 32 anni ci si aspetta che sia.
So che è una fase temporanea perché ci sono passato un sacco di volte, ma non è facile farlo capire senza rischiare di offendere l'interlocutore, perché sono anche un po' scorbutico.
Rileggendo queste righe tra qualche giorno magari mi farò una risata, oppure ricomincerò a pensare.
Basta evitare la depressione e lottare, lottare con tutte le forze per migliorare quello che so che non va in me.
Grazie a chi mi ha ascoltato anche oggi.
lunedì 2 giugno 2008
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