lunedì 2 giugno 2008

Tempo di pensare

Mi capita sempre così.
Quando qualcosa mi chiama in causa in prima persona, quando l'esito di un'azione si conclude con una valutazione della mia persona, in genere negativa, inizio a pensare.
Inizio a riflettere su come mi vedono gli altri e su come ho creduto invece di essere visto fino a quel momento.
Mi estraneo dai contesti e dalle situazioni, divento l'ombra di me stesso. Non è uno stato che in genere mi fa stare male, ma fa preoccupare chi mi sta accanto.
In questi frangenti il mio solito umorismo, la mia incessante voglia di scherzare, vengono a mancare. Divento, forse, la persona che a 32 anni ci si aspetta che sia.
So che è una fase temporanea perché ci sono passato un sacco di volte, ma non è facile farlo capire senza rischiare di offendere l'interlocutore, perché sono anche un po' scorbutico.
Rileggendo queste righe tra qualche giorno magari mi farò una risata, oppure ricomincerò a pensare.
Basta evitare la depressione e lottare, lottare con tutte le forze per migliorare quello che so che non va in me.
Grazie a chi mi ha ascoltato anche oggi.

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