È il titolo di una canzone che scrissi (sissì, proprio io, musica e testi! 'Telo lì, il narcisista...) più di 13 anni fa e che mi sono ritrovato ad ascoltare questa mattina.
Pur nel suo inglese un po' maccheronico parlava di libertà, amicizia e uso cosciente del proprio cervello. Se vi va sono 2:35 della vostra vita che potete perdere.
Per ascoltarla scattisi qui (come dicono alcune e-mail di spam mal tradotte...).
"It's time to go now
now it's time to sing
it's time to follow your mind
through the circles of wind
And I like the light of the moon
when she brights her light on me
and I like the pain of all stars
alone in universe but free
And I want to be the sun
to be alcohol and paper
I want to make a great fire
of my whole entire brain
And I want to see my friends
in the free time I can spend
all I want is to play guitar
thinking good with my head"
Prima voce e arpeggio: me
Seconda voce e chitarra: Davide.
domenica 29 giugno 2008
sabato 28 giugno 2008
Non tutto il male...
Il destino opera in modi a noi sconosciuti.
A volte mi piace fermarmi a pensare a cosa mi ha portato in questo momento a fare quello che sto facendo.
Non parlo di discorsi filosofici: mi metto a pensare proprio al perché, in questo preciso istante, sto compiendo questa precisa azione.
Nella fattispecie, oggi devo ringraziare il clima che ho tanto infamato nel post precedente, perché altrimenti non avrei ricevuto una splendida e-mail del tutto inaspettata.
E che mi ha incrementato il buonumore.
Sì, sarà un buon week end!
A volte mi piace fermarmi a pensare a cosa mi ha portato in questo momento a fare quello che sto facendo.
Non parlo di discorsi filosofici: mi metto a pensare proprio al perché, in questo preciso istante, sto compiendo questa precisa azione.
Nella fattispecie, oggi devo ringraziare il clima che ho tanto infamato nel post precedente, perché altrimenti non avrei ricevuto una splendida e-mail del tutto inaspettata.
E che mi ha incrementato il buonumore.
Sì, sarà un buon week end!
Tempismo
Caldo asfissiante, tutta la settimana.
Di quel caldo a volte secco, a volte umido, che ti si attacca alla pelle. Abbastanza sopportabile a patto di trovare un po' d'ombra e magari un punto dove confluisca almeno un alito di brezza.
Allora ti prepari a pregustare un week end al mare, o in piscina, o comunque in un posto dove poter mandare a quel paese il sole semplicemente tappandoti il naso e tuffandoti a bomba nell'acqua fresca.
Ma il Signor Clima ti beffa ancora una volta, facendo arrivare da non si sa bene dove un temporale in piena regola, unico ostacolo alla tua duegiornidifrescorelax.
Mapporcapputt...
Di quel caldo a volte secco, a volte umido, che ti si attacca alla pelle. Abbastanza sopportabile a patto di trovare un po' d'ombra e magari un punto dove confluisca almeno un alito di brezza.
Allora ti prepari a pregustare un week end al mare, o in piscina, o comunque in un posto dove poter mandare a quel paese il sole semplicemente tappandoti il naso e tuffandoti a bomba nell'acqua fresca.
Ma il Signor Clima ti beffa ancora una volta, facendo arrivare da non si sa bene dove un temporale in piena regola, unico ostacolo alla tua duegiornidifrescorelax.
Mapporcapputt...
giovedì 26 giugno 2008
Amici e alcool
Oggi è stata una bella giornata.
No, non datemi subito del sentimentalista o, peggio, dello sfigato, sono sereno e contento come non mi succedeva da giorni.
Ho passato praticamente una giornata con due delle persone con cui ultimamente mi trovo meglio a chiacchierare o anche solo a passeggiare in silenzio (anche sotto il sole!).
Non faccio nomi, gli interessati si riconosceranno sicuramente. :)
Un abbraccio, alla prossima!
No, non datemi subito del sentimentalista o, peggio, dello sfigato, sono sereno e contento come non mi succedeva da giorni.
Ho passato praticamente una giornata con due delle persone con cui ultimamente mi trovo meglio a chiacchierare o anche solo a passeggiare in silenzio (anche sotto il sole!).
Non faccio nomi, gli interessati si riconosceranno sicuramente. :)
Un abbraccio, alla prossima!
mercoledì 25 giugno 2008
Il giuoco del pallone
Avete mai giocato a pallone?
Sotto il sole cocente?
All'una del pomeriggio?
In un parco, lontano dal mare?
Dovendo poi, il pomeriggio, tornare in ufficio?
Senza farsi la doccia?
Ecco bravi, allora provate e poi mi saprete dire...
Sotto il sole cocente?
All'una del pomeriggio?
In un parco, lontano dal mare?
Dovendo poi, il pomeriggio, tornare in ufficio?
Senza farsi la doccia?
Ecco bravi, allora provate e poi mi saprete dire...
martedì 24 giugno 2008
Che cos'è?
Vi è mai capitato di avere un peso alla bocca dello stomaco che sapete essere causato da tanti pensieri, ma non riuscite a districarne la matassa?
È due settimane che sto così.
Clinicamente si potrebbe chiamare ansia però non saprei... Sento che la soluzione che mi alleggerirebbe è lì ad un passo, ma non arriva.
Eppure le cose vanno bene, come ho già detto nei post precedenti (non vi tedio oltre, don't worry!).
Che cos'è?
È due settimane che sto così.
Clinicamente si potrebbe chiamare ansia però non saprei... Sento che la soluzione che mi alleggerirebbe è lì ad un passo, ma non arriva.
Eppure le cose vanno bene, come ho già detto nei post precedenti (non vi tedio oltre, don't worry!).
Che cos'è?
sabato 14 giugno 2008
Quei giorni là...
Il manifestarsi della natura, forte e incurante delle devastazioni che può provocare.
Mi fa sentire leggero e piccolo, in una frase stra-abusata: "come una gioccia nel mare".
È un periodo di riflessioni su me stesso, sui miei rapporti con gli altri, sulle maschere che si adoperano nella vita di tutti i giorni.
Mi piacerebbe riuscire ad essere contento per tutto quello che ho ricevuto o che ho conquistato, ma la mia indole (l'indole umana?) mi porta a volere di più. Quando questa volontà è (pro)positiva ti fa essere grintoso e determinato fino a raggiungere l'obbiettivo, mentre quando è passiva ti fa inutilmente aspettare che gli eventi si compiano senza che tu possa (voglia?) fare nulla. In questi giorni sono a metà tra queste due: grintoso da una parte e in attesa dall'altra.
Un'altra cosa di cui già mi sono reso conto da un po' è la mia incapacità a stare isolato. Ho bisogno di persone attorno. Il brutto è che fino a poco tempo fa non facevo distinzione tra persone reali e "virtuali" (mi perdoneranno i contatti MSN e Skype che non ho ancora mai visto, spero!). Allora, e questo l'avrò ripetuto in altri post sicuramente, ogni nuova conoscenza la accolgo come una manna. Posso ringraziare ogni nuovo amico come se mi avesse prestato cento milioni? Sembrerei alquanto fuori fase. E ringraziarlo su un blog? Forse peggio. Ma di tenermi dentro le cose che sento proprio non sono capace e allora cerco continuamente contatti, punti di vista, scambi di opinioni, per colpa del mio bisogno di sentirmi apprezzato. E affido i miei pensieri a questo diario, perché mi viene più facile scrivere con una tastiera e perché, lo ammetto, spero che i miei amici lo leggano, sollevandomi dall'imbarazzo di ringraziarli di persona (soprattutto con gli amici maschi farebbe un po' gay, non che sia omofobo, per carità!).
Ho sempre avuto una gran difficoltà a fare nuove amicizie, anche se non ci ha mai creduto nessuno perché una volta presa confidenza sono in prima linea a fare il buffone, per il gusto di vedere un sorriso sulle facce di chi mi circonda. Amo far ridere, è una delle poche cose che penso di saper fare bene. È anche un atto egoistico, perché portare allegria mi fa stare bene di riflesso. Terapeutico.
Chiunque sia arrivato a leggere fin qui può continuare a leggere i ringraziamenti, perché ci tengo a fare i nomi.
Sara in primis, perché condivide tutto con me ed ha una pazienza fuori dal comune.
I miei amici di sempre, ora dislocati in parti diverse del globo, più o meno vicini: Leo, Davide (Alieno stakanovista!), MCD (altro Alieno stakanovista), Fiò (sarò il tuo testimone!!!!), Fefe (lontana ma sempre vicina), Giò (ci sentiamo poco ma bene), Sissi (e i suoi capelli :-P), Vale (ci vedremo presto! :)), Livia, Andy & Ale, Natascia (mi hai dato una bellissima notizia), Sonia e Max, un'altra Sara, Betta (la bella voce telefonica), Claudio Marco Raniero e Andrea (SysInfo forever!) e ultima, ma solo in ordine di tempo, Chiara (che è stata in pratica "adottata" da quelli di SysInfo).
È un grazie veramente sentito perché anche senza rendervene conto rendete speciale ogni mio giorno.
mercoledì 4 giugno 2008
Esiste l'amicizia tra uomo e donna?
Per una volta un tema originale!
È un po' il quesito che mi sto ponendo da qualche giorno, cioé è tornato in auge da qualche giorno anche se in realtà penso sia una delle cose che ci si domandi di più.
Io sono uno che crede all'amicizia tra sessi diversi.
Credo anche che un minimo di attrazione sia normale senza che per questo si possa parlare di amicizia con secondi fini.
Credo che complimenti sinceri e obbiettivi da ambo le parti non debbano essere sempre interpretati come tentativo di flirtare e che invece dovrebbero far piacere e basta.
Però credo che nel momento in cui "ci scappa qualcosa di più" non si possa più parlare di amicizia.
Se sono felicemente fidanzato e ti dico che sei dolce e carina, "Per Diana significa che ti vedo così, non che voglio portarti a letto!!!. Se in più te lo dico in una chat a millemilamiglia di distanza puoi proprio star sicura!!!".
Se sono io a ricevere dei complimenti ovvio che viaggio ad un palmo da terra, a chi non fa piacere essere apprezzati? Ma "Cacchio non penso che tu mi si voglia fare!".
Forse l'ambiguità è l'anima di un'amicizia eterosessuale.
Forse solo il tempo trasforma un'attrazione fisica e/o mentale in amicizia.
Forse non ho detto niente in queste poche righe però è un niente che sentivo mio e ve ne sto mettendo a parte.
Mi piacerebbe sapere che ne pensate, raccogliere pareri sia maschili che femminili.
Intanto saluto tutte le mie amiche che passano di qua.
E anche gli amici va!
È un po' il quesito che mi sto ponendo da qualche giorno, cioé è tornato in auge da qualche giorno anche se in realtà penso sia una delle cose che ci si domandi di più.
Io sono uno che crede all'amicizia tra sessi diversi.
Credo anche che un minimo di attrazione sia normale senza che per questo si possa parlare di amicizia con secondi fini.
Credo che complimenti sinceri e obbiettivi da ambo le parti non debbano essere sempre interpretati come tentativo di flirtare e che invece dovrebbero far piacere e basta.
Però credo che nel momento in cui "ci scappa qualcosa di più" non si possa più parlare di amicizia.
Se sono felicemente fidanzato e ti dico che sei dolce e carina, "Per Diana significa che ti vedo così, non che voglio portarti a letto!!!. Se in più te lo dico in una chat a millemilamiglia di distanza puoi proprio star sicura!!!".
Se sono io a ricevere dei complimenti ovvio che viaggio ad un palmo da terra, a chi non fa piacere essere apprezzati? Ma "Cacchio non penso che tu mi si voglia fare!".
Forse l'ambiguità è l'anima di un'amicizia eterosessuale.
Forse solo il tempo trasforma un'attrazione fisica e/o mentale in amicizia.
Forse non ho detto niente in queste poche righe però è un niente che sentivo mio e ve ne sto mettendo a parte.
Mi piacerebbe sapere che ne pensate, raccogliere pareri sia maschili che femminili.
Intanto saluto tutte le mie amiche che passano di qua.
E anche gli amici va!
martedì 3 giugno 2008
Friends will be friends
Sono contento.
A dir la verità stamattina non mi sono alzato benissimo, pur avendo dormito 10 ore, ma stasera sto bene.
Sto ritrovando pian piano la serenità.
A volte fa bene pensare, ma è una cosa che non mi piace, non per il modo in cui penso io almeno! Divento un'altra persona, un alter ego che proprio non sopporto, l'ombra del simpatico buffone che mi piace essere.
Piano piano sto tornando e lo devo alle persone che mi stanno attorno e agli amici di sempre, anche a distanza, che mi aiutano anche a loro insaputa, con una parola, un gesto.
Grazie.
A dir la verità stamattina non mi sono alzato benissimo, pur avendo dormito 10 ore, ma stasera sto bene.
Sto ritrovando pian piano la serenità.
A volte fa bene pensare, ma è una cosa che non mi piace, non per il modo in cui penso io almeno! Divento un'altra persona, un alter ego che proprio non sopporto, l'ombra del simpatico buffone che mi piace essere.
Piano piano sto tornando e lo devo alle persone che mi stanno attorno e agli amici di sempre, anche a distanza, che mi aiutano anche a loro insaputa, con una parola, un gesto.
Grazie.
lunedì 2 giugno 2008
Tempo di pensare
Mi capita sempre così.
Quando qualcosa mi chiama in causa in prima persona, quando l'esito di un'azione si conclude con una valutazione della mia persona, in genere negativa, inizio a pensare.
Inizio a riflettere su come mi vedono gli altri e su come ho creduto invece di essere visto fino a quel momento.
Mi estraneo dai contesti e dalle situazioni, divento l'ombra di me stesso. Non è uno stato che in genere mi fa stare male, ma fa preoccupare chi mi sta accanto.
In questi frangenti il mio solito umorismo, la mia incessante voglia di scherzare, vengono a mancare. Divento, forse, la persona che a 32 anni ci si aspetta che sia.
So che è una fase temporanea perché ci sono passato un sacco di volte, ma non è facile farlo capire senza rischiare di offendere l'interlocutore, perché sono anche un po' scorbutico.
Rileggendo queste righe tra qualche giorno magari mi farò una risata, oppure ricomincerò a pensare.
Basta evitare la depressione e lottare, lottare con tutte le forze per migliorare quello che so che non va in me.
Grazie a chi mi ha ascoltato anche oggi.
Quando qualcosa mi chiama in causa in prima persona, quando l'esito di un'azione si conclude con una valutazione della mia persona, in genere negativa, inizio a pensare.
Inizio a riflettere su come mi vedono gli altri e su come ho creduto invece di essere visto fino a quel momento.
Mi estraneo dai contesti e dalle situazioni, divento l'ombra di me stesso. Non è uno stato che in genere mi fa stare male, ma fa preoccupare chi mi sta accanto.
In questi frangenti il mio solito umorismo, la mia incessante voglia di scherzare, vengono a mancare. Divento, forse, la persona che a 32 anni ci si aspetta che sia.
So che è una fase temporanea perché ci sono passato un sacco di volte, ma non è facile farlo capire senza rischiare di offendere l'interlocutore, perché sono anche un po' scorbutico.
Rileggendo queste righe tra qualche giorno magari mi farò una risata, oppure ricomincerò a pensare.
Basta evitare la depressione e lottare, lottare con tutte le forze per migliorare quello che so che non va in me.
Grazie a chi mi ha ascoltato anche oggi.
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