La rincorri, l'hai quasi raggiunta, per un attimo le sfiori appena la coda e poi arriva un altro angolo e la felicità svolta in una strada affollata di gente che va nella direzione opposta, lasciandoti a mano tesa ad accarezzare l'aria.
È la sensazione che provo da un paio giorni, quel sapore dolce-amaro che fa da retrogusto a tutte le cose che potrebbero essere e non sono, quel bolo indigesto che ingombra il petto come un cavolo mal cucinato (o come la pancetta di ieri sera... :)), quel peso che non mi fa dormire ma scrivere su un blog alle 5 del mattino.
Eppure continuerò a rincorrerla, la felicità, come facciamo tutti ogni giorno, non importa quanto sia veloce, quanto si camuffi da piccole soddisfazioni, voglio raggiungerla, prenderla, abbracciarla, baciarla. Salvo scoprire poi che la felicità, sotto sotto, è maschio...
sabato 5 luglio 2008
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