sabato 31 maggio 2008

Faccia da libro

...O Facebook che dir si voglia.
Per chi non lo conoscesse è un social network, cioé una "rete nella rete", volto a far incontrare (virtualmente) delle persone: cercherò di raccontarvi, brevemente, la mia esperienza.
Ho iniziato con molta diffidenza, tanto che gli allora pochi amici che lo avevano mi esortavano ad usarlo, ma sono andato in crescendo soprattutto nel (per fortuna breve) periodo di disoccupazione.
Facebook è composto da tante piccole applicazioni il cui scopo è mettere in contatto le persone per mezzo di diversi meccanismi: sfide a giochi on line, apprezzamenti a foto pubblicate dagli utenti, addirittura "acquisti" di foto di altri utenti. Insomma come sistema funziona davvero.
Nell'ultimo mese soprattutto ho "conosciuto" diverse persone; metto le virgolette perché la conoscenza per molte di esse è solo superficiale. Diciamo che su 45 "amici" (virgolette, perché la maggior parte di loro non li ho mai visti) 15 erano persone che già conoscevo, gli altri li ho guadagnati in Facebook. Tra tutti questi, un buon 80% erano ragazze.
I miei piccoli lettori si chiederanno "ma la tua fidanzata non è gelosa?" e io vi rispondo: no. O almeno, non delle ragazze con cui chattavo, ma del fatto che rubassi tempo a noi due.
Questo è il motivo per cui avrei dovuto smettere di usare Facebook, perché provoca assuefazione. O almeno a me la provocava.
Invece ho smesso quando la situazione si è spinta oltre e si sono mischiate troppo reale e virtuale, cioé quando il ragazzo di una mia corrispondente si è messo ad insultarmi perché chattavo con lei. Parliamo di sole parole, non di incontri furtivi e incandescenti! Inoltre questo tizio era roso a tal punto da arrivare a controllare la posta e l'account Facebook della sua ragazza... Cacchio parlale se ti dà fastidio la cosa!!! Non mi spingo oltre nella descrizione perché sono ancora incredulo ed anche per evitare conseguenze di riconducibilità legale.
Con un paio di altre persone ho mantenuto comunque i contatti su MSN, perché penso che l'amicizia possa nascere da diverse fonti e se mi trovo bene a parlare con qualcuno, anche se mai conosciuto in carne ed ossa, perché privarmi?
Da questa esperienza ho tratto diversi insegnamenti, primo fra tutti quello di dedicare più tempo al proprio partner, saperlo ascoltare e carpire quando un tuo comportamento lo sta irritando. In questo non sono mai stato bravo, ma ci sto provando.
Per oggi ho scritto veramente molto, spero di tornare presto ad essere più regolare.

Riflessioni

Post massivo in questo sabato sera di fancazzismo e relax.
Ora parlerò di quello che è successo nella mia vita negli ultimi 3 mesi.
Siete ancora lì? Bene, allora continuerò per le due persone rimaste...
Eravamo rimasti alla prima settimana del mio nuovo lavoro (tranquilli, ce l'ho ancora!) e tre mesi mi hanno fatto avere le idee un po' più chiare.
Stima per l'azienda rimasta immutata e simpatia per i colleghi salita a dismisura (non lo faccio perché potreste leggermi, è vero!), nuove conoscenze molto apprezzate e simpatiche (e carine, che non guasta) ed un bell'affiatamento che secondo me si è creato nel team. Mi trovo bene come tecnico informatico, è pressappoco quello che facevo prima, ma ho avuto qualche pensierino ultimamente. Niente riguardante il lavoro in sé, ma me stesso. Pensavo di aver "elaborato il lutto" relativamente alla mia mancata carriera universitaria, invece non è così. Negli ultimi giorni mi è tornato il tarlo di come sarebbe stata la mia vita se non avessi abbandonato Informatica. So che allora era la scelta giusta, il problema in realtà era il mio carattere, che mi fa semrbare esuberante con chi mi dà confidenza, ma che invece fatica a fare amicizie.
Passerà anche questa com'è sempre successo; una qualità che mi ricono è di riuscire a trovare sempre degli stimoli in quello che faccio, anche se paradossalmente spesso mi piango addosso per quello che non ho, piuttosto che rallegrarmi per quello che ogni giorno mi allieta la vita.
Un post lungo e forse un po' sconnesso, ma almeno vi ho fatto sapere che sono ancora qua!

Madre Natura

Riprendo a scrivere, dopo tanto tempo, e ho deciso di farlo raccontandovi di una sensazione che ho provato qualche tempo fa. Avrei dovuto scrivere subito, ma sono stato un po' "assente" nell'ultimo periodo.
E' successo che qualche tempo fa la cagnetta di una mia amica abbia partorito, un parto difficile perché la piccola è di razza Yorkshire mentre il padre dei pargoli è un bastardino di dimensioni ben maggiori.
Non m'è mai successo di vedere dei cuccioli appena nati, così sono andato a trovarli.
Purtroppo la prima uscita non ce l'ha fatta e sono rimasti i due fratellini. Bellissimi.
Di questi uno ha cominciato a non stare tanto bene il giorno dopo e proprio mentre ero lì ha avuto gli ultimi spasimi di vita. Il pensiero, che ha dato anche il titolo a questo post, è rivolto all'atteggiamento della madre nei confronti del suo piccolino: da quando ha cominciato a non stare bene si è dedicata completamente al figlio sano, lasciando in disparte l'altro; sapeva già, per la legge della sopravvivenza, che lui non avrebbe potuto portare avanti la discendenza.
Poco dopo è venuto a mancare a causa di problemi respiratori.
A questo punto la madre s'è avvicinata e ha cominciato a leccarlo tutto, come a salutarlo per l'ultima volta. Dopo questo gesto si è accucciata rattristata e a stento dava le poppate all'ultimo rimasto. Non vi dico quanto mi abbiano colpito tutti questi atteggiamenti e quanta umanità abbia dimostrato la madre.
Non voglio fare paragoni con aborti, malformazioni e quant'altro di cui si parla per noi umani, solo portarvi la testimonianza dell'ennesima manifestazione di Madre Natura.